LA MAI SPOON RIVER

mercoledì 24 giugno 2026

Giornata al mare - io e Lara - Spotorno - diversi anni fa


 Ci lasciamo alle spalle il porto mercantile di Savona, le ciminiere a righe, gli oleodotti, passiamo il promontorio, una serie di curve e dall’alto ecco la vista su una costa carina, un isolotto grazioso. L’Aurelia è stretta. E adesso dove diavolo parcheggio? Qui è pieno, qui anche … ah, là ce n’è uno.

Ci carichiamo gli zaini, attraversiamo la strada, prendiamo la prima scaletta che scende al mare.

Primo bagno. Lido di Torre del Mare.

Entrata strana: tutto chiuso, un recinto di cabine, un cancello e una sorta di ufficetto prefabbricato. Booh. ?? Come entriamo spariscono tutti, tranne un belloccio abbronzato, capello lungo, 35 anni. Buongiorno, vorremmo due lettini e un ombrellone. Qui è compresa anche la “gabina”, e mi guarda. Sospensione … Beh, e quanto costa? 30 euro. Caspita 30 euro! Si ma qui è compresa la cabina. Vabbé, la cabina ma … Io e Lara, lo stesso pensiero, lo stesso sguardo, la stessa idea chiara:  un FURTO! Molto elegantemente ce lo teniamo per noi. Ci sembra troppo. Il tipo all’improvviso inizia a parlare in francese. Come mai parla in francese?, (gli do del lei) le repelle parlare in italiano? oppure, più precisamente, le repelle parlare con due turiste come noi, con zaini e aria direi ... NORMALE!? Il mio tono è calmo, non un ombra di offesa o di risentimento, perché la cosa mi pare così ridicola, lui è ridicolo, e una vena di ironia nella calma del flusso di parole si nasconde certamente. Sono diventata grande, mi dico. E che eleganza espressiva, ahah.

Usciamo. Secondo bagno.

La scaletta di ferro è stata decorata con finte palme nane, tappeto di juta, e robe varie che si allarga in un salotto, divani di bambù, cuscini panna, altri palmizi decorativi. Dico, bè, mi sa che questo è peggio dell’altro. Un ampio banco bar si estende sotto un’enorme tettoia. Ombra ombra ombra. Dietro il banco due sessantenni, uno magro, uno grassoccio. Noi due lì in piedi da 5 minuti. Nessuno ci considera. Osservo i due, girano letteralmente a vuoto. Il magro è grigio, madreperlaceo, le guance incavate, la barba di due giorni. Il vuoto negli occhi. Il grassoccio è pallido, semicalvo, una corona di goccioline sulla fronte. Il vuoto negli occhi. Fa male lavorare quando si dovrebbe andare in pensione! Dopo un po’ mi stufo e: scusate, a chi si deve chiedere per due lettini e un ombrellone? Qui qui, al bar, a noi. Ah, vorremmo due lettini e un ombrellone. Anche qui è compresa la “gabina”, 25 euro. Io e Lara siamo accaldate, la testa già a sistemarci, a tuffarci in acqua. Sono ancora tanti, troppi, ma dico, va bene!

Però non si trovano le chiavi della “gabina”, 10 minuti a cercarle in un'atmosfera davvero surreale. alla fine le trovano, ce la mostrano, e subito sono colta da un flashback intenso, di odori, raggi di luce nell’ombra, caldo asfissiante: quando ero piccola c’erano le “gabine” anche in Romagna, eh eh. J Ci mostra i lettini e l’ombrellone, 5 centimetri, dico 5 cm in mezzo ad altri due ombrelloni con relativi lettini. No, non ce la possiamo fare. In prigione no, siamo venute al mare, eh.

Abbandoniamo ringraziando, malgrado il caldo, malgrado la testa che batte in una sola idea fissa: acqua acqua acqua!

Il grassoccio non fa una piega, glielo riconosco, non un ombra di scocciatura né nella voce, né sul volto. D’altra parte l’ho detto no?, il vuoto c’era, se ci può essere il vuoto, come i buchi neri nell’universo. Inspiegabili.

Terzo bagno.

Le scale sono nude, di ferro. Nessun addobbo camuffante. Tavoli normali, il banco del selfservice. Tre calcetti confortanti. Al bancone enorme (anche qui, si vede che in questa zona vanno i banchi grandi, vero è che sono funzionali assai) un giovane longilineo, ci vede, anzi, ci guarda proprio, dice che finisce i caffè ed è da noi, SORRIDE, e io non posso trattenermi: Oh, sai che sei il primo che ci sorride da quando siamo arrivate? Lui mi guarda negli occhi, che sorridono anche quelli, e dice: ma io sono romagnolo! Nooo, anch’io sono romagnola, ecco perché! E ci battiamo un cinque sudaticcio, calorosissimo. Come due che si ritrovano dopo anni di esilio in un paese straniero. Lettini e ombrellone 16 euro, direi buono, no?

C'è belle gente al mondo, dobbiamo ricordarcelo

 

Ieri sono andata con mia figlia a Cap Martin, per un giornata di vacanza dopo un’estate di lavoro.

Siamo andate in una spiaggetta attrezzata, stretta stretta, due file di ombrelloni e lettini uno attaccato all’altro e a loro volta attaccati al mare. I lettini sono forniti di materassini di gommapiuma spessa una decina ci centimetri, di una comodità sublime. J

Allora, è metà settembre, poca gente, noi siamo spaparanzate comodamente al sole con il mare che ci rotola fino ai piedi quando arriva una coppia di circa una settantina d’anni, lei alta longilinea sottile, una ex bionda, raffinata, un bel taglio di capelli che le sfiorano il collo lungo. Lui bassetto, canuto, pizzetto, appena sovrappeso. Sono palesemente felici. Sembrano in luna di miele. Parlano a bassa voce, si sorridono. Lui raccoglie qualche sasso e glieli mostra, poi entrano in acqua tenendosi per mano. Una delizia!

Quando tornano lui rimane sul bagnasciuga, si lascia trasportare dalle onde, rotola avanti e indietro seguendo il movimento. Proprio come un bambino. Una meraviglia. Poi la raggiunge, un po’ leggono, e ogni tanto si accarezzano una mano, si danno un bacio. Meraviglioso!J

Poco dopo arriva un papà con due figli. Lui è alto robusto giovane, i bimbi sono piccoli, avranno 5/6 anni.

Io mi dico, ecco arriva la famiglia casinista così non posso più leggere, invece il tempo di svestirsi, di gonfiare i braccioli e via in acqua. Nuotano insieme fino alla piattaforma di fronte al bagno. Il papà li porta sulla schiena, alternativamente. Salgono sulla piattaforma, si tuffano, su e giù per decine di volte. Il papà gioca, li fa volare nell’acqua, poi si sdraia e i bimbi gli saltano sulla pancia. Lui ogni tanto ne lancia uno nell’acqua. Se ne stanno là a giocare per un’oretta. Appena tornano, arriva la mamma con una piccolina che avrà 4/5 mesi. Il papà la prende subito con le sue mani gigantesche. La tiene delicatamente con una mano e con l’altra la sveste appoggiandola sulle gambe ripiegate. Poi la porta a fare il bagno. La bimba sembra minuscola in braccio al padre. Un padre sicuro e delicato che le fa assaggiare l’acqua piano piano. I fratellini accorrono e la circondano stando attenti a non farle male, un bacetto, una carezza. Il padre ruota su se stesso con la piccola a pelo d’acqua e ogni tanto le fa fare un tuffetto con la testa sotto, come un delfino.

Lei fa certe facce buffe ma non piange. Poi salgono e fanno merenda. Il papà appoggia la piccola sulle sue robuste cosce e le dà il biberon, i due maschietti con gli asciugamani mezzi sghembi se ne vanno a prendere un gelato. Un bravo papà. Giusto nei gesti. Misurato. Pacato. I bambini perfettamente ubbidienti. Ci credo, con un padre così!

Bella gente. C’è bella gente al mondo. Dobbiamo ricordarlo.